Visitare Latisana
Posta sulla sponda sinistra del tratto terminale del fiume Tagliamento, al confine tra le regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, Latisana si caratterizza per il suo "spirito" profondamente friulano; eppure essa possiede forti tratti veneti derivanti dalla lunga dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia.
Le affinità con la regione confinante si percepiscono nella tradizione culinaria, nelle assonanze dialettali, nell'odonomastica e nei nomi delle famiglie storiche della città. Latisana deve la sua fortuna sia alla sua posizione geografica, collocandosi a metà tra la laguna di Venezia e la città di Trieste, che al fiume Tagliamento. Secondo gli storici infatti, il luogo destinato a divenire la futura Latisana nasce in epoca romana su un ramo minore del fiume Tagliamento, proprio in prossimità del tratto della via Annia che congiungeva Iulia Concordia ad Aquileia.
Nata come stazione di cambio per muli e cavalli, da minuscolo abitato costituitosi sul podere denominato Praedium Athisianum o Tesianum (da cui il toponimo Tisana o Latisana), la città si affermò in epoca medievale come importante porto fluviale grazie anche al collegamento con la via d'acqua denominata "Litoranea Veneta".
Oltre a Portus Tesana (Latisana), questo sistema di canali e fiumi che permettevano la navigazione e il trasporto di merci dalla laguna di Venezia al golfo di Trieste, favorì la crescita di numerosi insediamenti tra i quali Portus Gruarius (Portogruaro), Portus Naonis (Pordenone) e Marano. Il percorso navigabile fu in parte realizzato sfruttando la morfologia stessa di lagune, di fiumi e del terreno paludoso ed in parte costruito dall'uomo che lo migliorò in seguito con argini e conche di navigazione.
In particolare, le conche di Bevazzana, una delle frazioni di Latisana, furono realizzate durante la Prima Guerra Mondiale per permettere di superare il Tagliamento, poiché la Litoranea Veneta servì anche ai pontoni armati e al naviglio leggero in servizio fra la Piave Vecchia e l'Isonzo durante gli anni del conflitto[1].
Ai giorni nostri Latisana si qualifica quale crocevia turistico di rilievo, grazie alle moderne vie di trasporto che la collegano alle principali città nazionali e internazionali e grazie alla vicinanza con le stazioni balneari di Lignano Sabbiadoro (15 km) e di Bibione (in provincia di Venezia).
Di grande interesse sono monumenti e luoghi di culto i quali costituiscono parte del patrimonio culturale della città, basti pensare alla pala del "Battesimo di Cristo" di Paolo Cagliari, detto il Veronese, conservata nel Duomo, e a quella di soggetto mariano attribuita al Tintoretto esposta nella Chiesa di S. Antonio.
Poli di attrazione turistica sono inoltre il Parco dei Pappagalli, unico parco monotematico e centro ricerca dedicato ai pappagalli in Europa, la località diportistica di Aprilia Marittima con le darsene da 2.500 posti barca, i cantieri, gli esclusivi servizi di rimessaggio a secco detti "groupage", i dry marina e le case terramare.
Gli amanti della natura e della vita all'aria aperta potranno godere della vista di splendidi paesaggi grazie a percorsi ciclabili che si snodano su strade secondarie, tranquille e immerse nel verde, tra i profumi della terra e i colori delle coltivazioni. E proprio attraverso queste strade si può partire da Latisana in bicicletta e raggiungere facilmente il mare, magari facendo una piccola sosta presso una delle tante aziende agricole sparse lungo il territorio. I produttori saranno felici di accogliere il visitatore con un bicchiere di vino "di chèl bòn" (tr. di quello buono) oppure con una fetta di formaggio o di salame nostrani.
Latisana è la madre del vino di denominazione di origine controllata "Friuli Latisana". La sua zona di produzione, circa 370 ettari divisi tra 12 comuni inclusa Latisana, è rinomata sin dal XV secolo quando il figlio del Doge Andrea Vendramin, Bartolomeo, venendo ad abitare nel feudo di Latisana vi istituì un reputatissimo allevamento di cavalli e diede impulso alle coltivazioni ed in particolare a quella della vite, questo il motivo per cui il "vino furlano della Tisana" ebbe diffusione a Venezia e venne anche chiamato "Vino Vendrameno" dal nome dei proprietari, patrizi veneziani appunto, la famiglia Vendramin [2]. La denominazione di origine controllata FRIULI LATISANA è nata nel 1975, mentre il consorzio volontario di tutela è stato costituito nel 1976.
Latisana può diventare pertanto una singolare meta per il turista del gusto e per chi desidera un contatto diretto con la natura e il mondo agricolo. Una destinazione a complemento dell'offerta turistica delle vicine località balneari che offre al proprio pubblico numerosi appuntamenti festosi, culturali o enogastronomici distribuiti lungo tutto il corso dell'anno e valide proposte di soggiorno, dall'agriturismo di qualità ai piccoli alberghi a conduzione familiare.

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NOTE:
[1] Fonte: www.acqueantiche.provincia.venezia.it "Acque antiche. Il percorso della Litoranea Veneta" (progetto finanziato con i fondi dell'Asse 5 dell'Iniziativa comunitaria Interreg III A Phare CBC Italia-Slovenia).
[2] Testo tratto dal sito del Consorzio Tutela Vini DOC Friuli Latisana
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Aprile 2011 09:41 )




